"Un affare in cui si guadagna soltanto del denaro non è un affare" Henry Ford

Ultima

Sicurezza strade in valle: dalle parole ai fatti

Qualche settimana fa avevo espresso alcuni miei pensieri a caldo sugli incidenti stradali che stanno colpendo la nostra valle e sull’elevata mortalità che sta colpendo i nostri giovani.

In poco tempo stanno prendendo forma le misure di contrasto a questo susseguirsi di tragedie.

E’ intanto confermato per mercoledì 4 alle ore 10,00 il tavolo per la sicurezza e l’ordine pubblico in cui andrò a confrontarmi con Prefetto e Forze dell’Ordine in merito alle misure necessarie per mettere in atto una seria politica di analisi e contrasto del fenomeno.

Precedendo poi di una settimana lo svolgimento del Rally delle Valli Bormide,  abbiamo concordato con gli organizzatori lo svolgimento di Katedromos (il catechismo dell’educazione stradale) che si basa sul rivoluzionario sistema di educazione stradale di Leonardo Indiveri che utilizzando forme di comunicazione coinvolgenti ed incisive fa capire l’importanza della sicurezza e della prevenzione.  All’evento (è la seconda volta che lo portiamo a cairo) parteciperanno molti studenti delle scuole superiori della valbormida, i ragazzi che, secondo me, sono i principali soggetti su cui lavorare per mettere in atto una proficua politica attiva di prevenzione.

Continueranno poi nelle prossime settimane le iniziative già oggetto del protocollo d’intesa siglato con l’ACI per effettuare corsi di guida sicura sul territorio comunale.

Negli ultimi fine settimana, infine, la Polizia Municipale di Cairo ha svolto servizi notturni di controllo sulle guide in stato d’ebrezza controllando decine di automobilisti.

Cairo è in prima fila su questo tema e mercoledi vedremo con il Prefetto come ottimizzare o implementare queste iniziative.

Ogni giorno è il nostro 25 aprile

Vi riporto qui di seguito il testo dell’intervento fatto nel corso delle celebrazioni del 66° anno dalla ricorrenza del 25 aprile 1945, giorno della liberazione.
All’interno trovate il “Briano pensiero”…

Cari Cittadini, Autorità, Associazioni Combattentistiche e d’Arma,

Vi sono grato, quale Sindaco e quale Cittadino Cairese, per essere qui a celebrare la Memoria ed onorare il 25 aprile: evento a fondamento del nostro vivere civile, evento che ha fatto di noi un popolo indipendente e libero, avviando il cammino democratico e repubblicano del nostro Paese.
Concludiamo qui, nel modo più solenne ed innanzi al Monumento dei nostri Caduti Partigiani, le iniziative che l’Amministrazione Comunale ha dedicato questa settimana al 66° anniversario della Liberazione, in accordo con l’Anpi e coinvolgendo le realtà associazionistiche, culturali, produttive e scolastiche. Una settimana che – benchè sia coincisa con le festività pasquali – ha visto la nostra Cairo partecipe e presente per celebrare la Resistenza e la Liberazione nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia e nella consapevolezza della modernità del pensiero che agitò il nostro Risorgimento.
Resistenza, Liberazione: una seconda conquista della nostra identità ed unità nazionale.
Rivolgo, in apertura di questo mio breve intervento, il saluto di Cairo all’Amico Franco Delfino, componente della Presidenza dell’A.N.P.I. Provinciale e del Direttivo dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Savona, fiero Valbormidese, Amministratore locale e provinciale, capace, intelligente, impegnato per questo nostro entroterra savonese.
Grazie, Franco, per condividere questa giornata con noi Cairesi.

Nel corso della settimana scorsa, nei diversi momenti in cui ci siamo ritrovati, abbiamo riflettuto sui valori della libertà, della democrazia, della solidarietà, della convivenza: sentimenti ed ideali che mossero uomini e donne, civili e militari, italiani ed alleati, spintisi sino a sacrificare ogni loro interesse, ogni loro affetto, a costo della vita stessa, nel nome di obiettivi e idealità superiori, universali, affinchè scaturisse un futuro di speranze non solo per questo Paese, ma per tutte le Genti.
A loro – ai Caduti per la Libertà – va dunque il nostro ricordo più sincero e commosso.
E con medesima intensità, il nostro pensiero raggiunge coloro che furono i testimoni di quegli anni bui, partecipi agli eventi, che ci hanno raccontato, che ci raccontano ancora.
La nostra fede e la nostra coscienza di Uomini Liberi va doverosamente ai Padri Costituenti, agli Uomini Puri, che – sulle macerie della devastazione e delle nefandezze della dittatura fascista e di quella nazista – invocarono il pluralismo delle idee, acclamarono la legalità, strutturarono istituzionalmente l’organizzazione del nostro Stato, fecero sì che nella Costituzione Italiana confluissero ideali di liberazione sociale, visioni universalistiche, aspirazioni ad “un mondo migliore”, consapevolezza antifascista, sete di libertà, rispetto delle etnie e dell’inviolabilità della persona.

Ma oggi, nel drammatico susseguirsi di eventi che scuotono l’Italia, l’Europa, il Mondo intero, come Sindaco, come Cittadino, come Padre, non posso fare a meno di esprimere pubblicamente imbarazzo, irritazione e risentimento per i troppi interrogativi che si agitano nelle nostre coscienze, nella percezione di quanto siano inviolati quei sacri valori e quanto tradite tutte quelle belle speranze.
Stiamo vivendo tempi complessi e gravi e mai avremmo immaginato di dover affrontare situazioni così inaccettabili sotto il profilo umano, morale, civile.
Come possiamo oggi serenamente festeggiare il nostro 25 Aprile vivendo i cruciali momenti della pesantissima e tragica questione internazionale delle popolazioni del Nord Africa o dl Medio Oriente?
Come possiamo parlare di Europa integrata, di processi di globalizzazione, di coesione universale, a fronte dell’incalzare dei nuovi totalitarismi e degli scenari di guerra, di conflitti, di emergenze umanitarie ?
Come possiamo parlare di solidarietà, fratellanza fra i popoli, dignità umana, rispetto culturale e politico per ogni gruppo sociale o etnico, se diventiamo indifferenti o peggio – ostili – di fronte alla sofferenza, alle disperazioni, alle richieste di soccorso di intere popolazioni migranti, chiudendoci con inquietante disinvoltura nel nostro “orticello”, lasciando ad “Altri” il compito di affrontare eventi che esigono – di contro – un grande sforzo collettivo, una comune assunzione di responsabilità e di strategie internazionali, che vanno necessariamente spalmate ad ogni livello, in proporzione a competenze, ruoli, funzioni.

Con questi interrogativi, resta solo una riflessione.
C’è ancora bisogno di trarre giuste lezioni dalla storia, di ricordare, di rievocare il passato, perché queste circostanze celebrative non si riducano a semplici ed ipocriti rituali retorici e cerimoniali, ma si innalzino a momenti di riflessione, ad antidoto e monito contro l’individualismo, la dittatura, le lotte fratricide.
C’è bisogno di memoria per difendersi dall’illegalità, dalla delegittimazione, dalle immunità personalistiche, dalla sete di potere, dall’arroganza delle pretese e degli interessi individuali.
C’è bisogno che tutti i giorni siano un nostro 25 aprile!

Il 66° Anniversario della Liberazione, così come il 150° dall’Unità d’Italia, giungono in un periodo particolarmente difficile e decisivo per la Nostra Nazione. in un passaggio dove la complessità delle grandi sfide sociali, economiche, ambientali convive con la percezione che una fase nuova della nostra vita nazionale chiede di essere realmente aperta.
Sentiamo, cioè, impellente operare perché quel patto costituzionale su cui si poggia la nostra Repubblica, nata dalla Resistenza e consacrata con sangue dei Caduti, sia ancora metodo culturale e morale, strumento di pensiero e di azione nel quotidiano di tutti.
Sentiamo necessità di legalità, certezza del diritto, rispetto e pratica delle leggi, perché quello stesso patto di ieri, oggi, sia un vero patto sociale, coniugato con la moralità, la responsabilità, la legittimazione, dove i miei diritti coincidano con i miei doveri ed interagiscono con i diritti e i doveri degli altri.

Vogliamo rivendicare credibilità per le Istituzioni, ridare vigore alla dialettica ed al confronto fra i Poteri Costitutivi, restituire significato al concetto di “Interesse Comune”.
Il tema delle riforme è oggi al centro del dibattito politico e necessita di estrema vigilanza affinchè in nome di un generico riformismo “per il bene del Paese” non siano stravolti i principi istituzionali e costituzionali del nostro Paese.
Certo occorre rimodernare le istituzioni repubblicane e rispondere in modo migliore ai bisogni – che la società contemporanea, nel suo continuo mutare, richiede, per perseguire obiettivi di stabilità, governabilità, partecipazione, inviolabilità della volontà popolare e del diritto del cittadino a essere arbitro effettivo di una vita politica che abbia “sguardo lungo”. Un cittadino guidato da una dirigenza politica che – “capito cosa può fare e cosa vuol fare per il sistema Paese” indichi percorsi certi e progetti strategici per un’idea di Italia nuova, che valorizzi il suo essere Repubblica delle Autonomie regionali e locali, rispettosa, quindi, delle differenze, ma capace di coesione istituzionale e di unità politica per crescere insieme.
Un’idea d’Italia che chiarisca e rilanci il nostro ruolo nel mondo: quello di una Nazione che ama la pace, lavora per la cooperazione tra i popoli e vuole contribuire al raggiungimento di nuove forme di governo della globalizzazione.

Non è dunque in discussione il bisogno di completare e definire le riforme della nostra Costituzione in un concreto equilibrio fra i Poteri dello Stato, assicurando un forte ruolo ai governi locali, ma vanno chiariti i rapporti fra questi ultimi e gli organismi centrali della Repubblica, così come va formulato un disegno di federalismo capace di valorizzare le risorse di ciascun territorio e, al tempo stesso, di assicurare quella solidarietà indispensabile tra territori più avanzati e le aree più deboli, senza la quale verrebbero meno tutti i principi di uguaglianza sanciti dalla Costituzione.

Certo è al Parlamento che affidiamo il compito di intraprendere le vie di un approfondimento condiviso sulle scelte da compiere a larga maggioranza, proprio perché la Costituzione è patrimonio di tutti gli italiani e non solo di una parte. Ma occorre che in ogni realtà istituzionale, ad ogni livello territoriale, nelle amministrazioni locali, provinciali, regionali, centrali, nella scuola, nella giustizia, nei corpi intermedi attivi, nella comunità sociale, siano costanti – anzi – si rafforzino l’impegno, la volontà e la responsabilità a riconoscersi difensori delle idealità della Costituzione, diffusori della cultura dei veri valori e dei veri ideali che la nostra Carta esprime, per ritornare a sentirci di nuovo una Comunità legata da un passato comune, che ha strumenti e risorse da condividere e forti gambe per camminare coesi in avanti, verso un futuro di idee, di proposte, di concretezze.

L’esperienza alla guida dell’Amministrazione di Cairo ha rinvigorito in me la consapevolezza che chi ha scelto e percorre l’idea della politica democratica ha una sola indiscutibile spinta, legata alla ricerca del “Bene Comune”, contro i rischi del riprodursi degli interessi privati, contro il realizzarsi di fini meramente corporativi, contro i pericoli dell’antipolitica.

Fare politica, amministrare, non è un “mestiere” ma una “promessa di partecipazione” verso i cittadini – difficile e coraggiosa da mantenere – è una promessa di responsabilità verso la collettività, di trasparenza nell’azione pubblica:
Si comprende forse se si opera “sul campo” quotidianamente a livello locale nella dimensione più naturale del rapporto fra cittadini e comunità, tra amministratori ed amministrati.
Se ciò che ricerchiamo ancora oggi è veramente libertà, democrazia, giustizia, moralità, solidarietà, tolleranza e pace, è alle origini della Resistenza il luogo a cui dobbiamo sempre tornare: Là, dove democrazia, libertà, giustizia e pace furono guadagnate palmo a palmo, nel buio delle prigioni, nell’orrore delle esecuzioni, nell’annientamento dei lager…e poi…. nella incontenibile felicità del 25 aprile 1945.
Viva la Resistenza
Viva la Repubblica
Viva Cairo partigiana e antifascista.

E il primo maggio…tutti a Bogliasco!

Ancora dieci giorni e poi sapremo se la nostra cairese riuscirà quest’anno a tornare in serie D dopo un campionato in cui ha visto la sconfitta una sola volta.

Dopo tanto tempo devo dire che anche i cairesi hanno riscoperto la voglia e la passione di seguire la squadra del paese la cui storia tra poco sarà centenaria.

Oltre a segnalare questo bel video amatoriale dell’ottimo Vella junior spero che tanti cairesi seguano la nostra squadra nel match clou del primo maggio a Bogliasco.

Per info e prenotazioni potete rivolgerVi al Bar Teatro del bomber capitan Chiarlone ancora per questo fine settimana (primo pulman già pieno e secondo in allestimento) e…

Forza Cairo!

La festa della liberazione tra operai e bambini


Le celebrazioni per la liberazione del 25 aprile anche quest’anno sono partite a Cairo con numerose iniziative.

E’ di ieri l’inaugurazione della targa commemorativa del campo di prigionia di Loc. Vesime da cui l’8 aprile 1943 vennero estradati 999 prigionieri politici alla volta del campo di concentramento di Mathausen.

Oggi invece si è tenuta l’abituale celebrazione presso lo stabilimento Trench-Schneyder di Bragno in collaborazione con le RSU dello stabilimento e i bambini delle vicine scuole elementari.

Questo è stato per tutti i miei primi 4 anni da Sindaco il momento più emozionante in cui si vive pienamente quanto sia formativo l’incontro tra il mondo operaio e la scuola.

Nei prossimi giorni, tra i numerosi appuntamenti, segnalo Rocchetta di Cairo alle 18,30 di sabato e la manifestazione principale di Piazza della Vittoria lunedi mattina alle 10, augurandomi che “il giorno del merendino” non diventi il “giorno del disimpegno”….!

Accordo Ferrania – Sorgenia per SoleMio

Et voilà. Dopo alcuni giorni di assenza forzata torno ad aggiornare Porta Soprana.

E’ stata una settimana davvero intensa e difficile e siamo peraltro nel bel mezzo della preparazione dell’ultima release del blog che prenderà il via il primo di maggio: sarà un nuovo passo avanti e, forse per un pò, quello definitivo.

Grande successo giovedì sera alla presentazione del progetto SoleMio di Sorgenia e, dopo giorni di intenso lavoro sotto traccia è arrivato anche l’annuncio dell’accordo quadro intervenuto tra Sorgenia e Ferrania Solis. Devo dire che non è stato difficile metterli ad un tavolo anche se mi hanno detto che l’intesa commerciale è stata definita dopo una trattativa di 12 ore… Per la mia Amministrazione in ogni caso un indubbio successo che dimostra la nostra attitudine politica alla promozione delle aziende del territorio.

Molto soddisfatti i due a.d. presenti (Bani di Sorgenia e Salomoni di Ferrania): due persone molto schiette e preparate con cui non è stato difficile dialogare.

E adesso i primi ritorni: nel primo venerdi mattina di colloqui tra Sorgenia e i cittadini cairesi sono una trentina le richieste di visita per l’analisi del tetto di casa.

E’ anche arrivata ad Alberto Poggio la telefonata di un assessore del Comune di Albisola Superiore che chiede di essere messo in contatto con Sorgenia per replicare nel loro comune l’iniziativa anche se nella nostra convenzione abbiamo chiesto a Sorgenia la disponibilità all’estensione ai Comuni della Valbormida.

Adesso vedremo se in Valle la cosa verrà capita dalle altre amminsitrazioni con cui in questi ultimi giorni sono molto critico: sempre felici quando Cairo da loro una mano, molto meno propense quando devono fare loro dei sacrifici ma…questa è un altra storia!

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: